
La scelta tra noleggio e acquisto per una flotta di scooter non è una decisione di costo, ma una scelta strategica che impatta direttamente sulla prevedibilità finanziaria, l’agilità gestionale e il rischio operativo dell’azienda.
- Il noleggio a lungo termine trasforma costi variabili e imprevedibili (manutenzione, sinistri) in un canone fisso, garantendo una prevedibilità di budget assoluta.
- L’acquisto, pur offrendo la proprietà del bene, espone l’azienda a costi operativi nascosti, come il fermo macchina e la gestione amministrativa complessa, che erodono l’efficienza.
Raccomandazione: Il Fleet Manager moderno deve valutare le due opzioni non sul prezzo d’acquisto, ma sul Costo Totale di Esercizio (TCO) operativo, includendo nell’analisi i costi indiretti e il valore strategico dell’agilità.
La gestione di una flotta aziendale, anche se composta da agili scooter, pone ogni Fleet Manager di fronte a un bivio strategico: immobilizzare capitale nell’acquisto dei mezzi o optare per la flessibilità del noleggio a lungo termine? La risposta, spesso, viene cercata in un semplice confronto di prezzo, un calcolo che rischia di essere pericolosamente superficiale. Il rinnovo di un parco mezzi da 10 scooter per i dipendenti non è una mera spesa, ma un investimento che modella l’efficienza operativa e la stabilità finanziaria dell’azienda.
L’approccio tradizionale si concentra sulla svalutazione e sui costi di manutenzione ordinaria, trascurando variabili ben più critiche per un manager. Si parla di assicurazione, bollo e riparazioni, ma raramente si quantifica il costo di un veicolo fermo, il tempo amministrativo dedicato alla gestione dei sinistri o l’impatto di una spesa imprevista sul budget trimestrale. Queste sono le vere sfide che determinano il successo di una strategia di mobilità.
E se la chiave di volta non fosse “quanto costa?”, ma “quale formula mi garantisce il massimo controllo operativo e la minima esposizione al rischio”? Questo articolo abbandona la superficie per immergersi nelle profondità della gestione di flotta. Analizzeremo come il noleggio ridefinisca il concetto di costo attraverso la prevedibilità finanziaria, come la tecnologia possa diventare uno strumento di controllo operativo legale ed efficace, e come l’acquisto richieda un’analisi scientifica del punto di sostituzione ottimale per non trasformarsi in una perdita.
Esploreremo insieme ogni aspetto, dalla fiscalità specifica per i veicoli non strumentali all’analisi di break-even tra motorizzazioni elettriche e termiche, fornendo gli strumenti per una decisione non solo informata, ma strategicamente superiore. L’obiettivo è trasformare la gestione della flotta da un centro di costo a una leva di efficienza competitiva.
Questo approfondimento è stato strutturato per guidare il Fleet Manager attraverso tutti i fattori decisionali critici. Di seguito, il sommario degli argomenti che affronteremo per costruire una visione completa e strategica.
Sommario: Analisi strategica per la gestione della flotta scooter
- Perché il canone “all inclusive” elimina gli imprevisti di budget per l’azienda?
- Scatole nere e telemetria: controllare lo stile di guida dei dipendenti è legale?
- Formazione alla guida sicura per dipendenti: obbligo o opportunità welfare?
- Deducibilità IVA e costi moto: le regole fiscali per i veicoli non strumentali
- Quando sostituire i mezzi: calcolo del momento ottimale di rivendita
- Scegliere lo scooter per il food delivery: affidabilità o bassi consumi?
- Efficienza nell’ultimo miglio: perché le due ruote battono i furgoni nei centri storici?
- Scooter elettrico vs 125cc benzina: dopo quanti km si ammortizza il costo d’acquisto maggiore?
Perché il canone “all inclusive” elimina gli imprevisti di budget per l’azienda?
La principale promessa del noleggio a lungo termine è la transizione da una gestione a costi variabili a una a costi fissi. Per un Fleet Manager, questo si traduce in un vantaggio strategico fondamentale: la prevedibilità finanziaria. L’acquisto di uno scooter espone l’azienda a una serie di esborsi non pianificabili che vanno ben oltre la manutenzione ordinaria. Un guasto meccanico, un sinistro con colpa o un atto vandalico possono generare picchi di spesa che impattano direttamente sulla liquidità e sulla pianificazione di budget. Il canone “all inclusive” agisce come uno scudo contro questa volatilità.
Nel canone sono consolidati tutti i costi operativi: assicurazione (RCA e spesso Kasko), bollo, manutenzione ordinaria e, soprattutto, quella straordinaria. In caso di incidente, la gestione burocratica e amministrativa del sinistro è delegata alla società di noleggio, liberando tempo prezioso per il personale interno. Questa centralizzazione non è solo una comodità, ma una vera e propria ottimizzazione dei processi. Un’analisi di Finrent evidenzia come il noleggio possa generare un risparmio complessivo fino al 30% rispetto all’acquisto, proprio grazie all’eliminazione di questi costi nascosti e oneri gestionali.
L’analisi del Costo Totale di Esercizio (TCO) rende evidente questa dinamica. Il confronto che segue, basato su una stima per un singolo scooter su 48 mesi, mostra come il TCO del noleggio possa risultare inferiore a quello dell’acquisto, nonostante un esborso mensile apparentemente più alto, come dimostra un’analisi comparativa del TCO.
| Voce di costo | Noleggio lungo termine | Acquisto |
|---|---|---|
| Costo iniziale | €0 (senza anticipo) | €3.500 |
| Canone/Ammortamento mensile | €180 fisso | €73 (svalutazione) |
| Manutenzione ordinaria | Inclusa | €35/mese |
| Manutenzione straordinaria | Inclusa | €25/mese (media) |
| Assicurazione RCA+Kasko | Inclusa | €45/mese |
| Bollo | Incluso | €7/mese |
| Gestione sinistri | Inclusa | €15/mese (stima) |
| TCO totale su 48 mesi | €8.640 | €9.600 |
Caso di studio: Gestione flotta per food delivery
Un’azienda di food delivery con una flotta di 10 scooter è l’esempio perfetto del valore della prevedibilità. Con il noleggio, l’azienda può budgettizzare con precisione una spesa fissa di 1.800€ al mese. Con l’acquisto, invece, si espone a un rischio operativo significativo: i costi per manutenzioni straordinarie, dato l’uso intensivo, possono fluttuare drasticamente, passando da 500€ a oltre 2.000€ in un singolo mese a seconda dei guasti, rendendo impossibile una pianificazione finanziaria attendibile.
In sintesi, il canone fisso non è solo una semplificazione contabile, ma uno strumento strategico che trasferisce il rischio operativo dal bilancio aziendale a quello della società di noleggio, garantendo stabilità e controllo.
Scatole nere e telemetria: controllare lo stile di guida dei dipendenti è legale?
La telemetria e le “scatole nere” rappresentano una delle più grandi opportunità per ottimizzare la gestione di una flotta, ma sollevano anche un legittimo interrogativo: fino a che punto il monitoraggio è legale e come si concilia con la privacy dei dipendenti? La risposta è affermativa, a patto di rispettare un quadro normativo preciso, delineato principalmente dallo Statuto dei Lavoratori e dal GDPR. Il controllo non deve mai essere finalizzato a una valutazione della prestazione lavorativa, ma deve perseguire finalità di sicurezza, ottimizzazione dei costi e tutela del patrimonio aziendale.
Per un Fleet Manager, i dati telemetrici sono una miniera d’oro: permettono di analizzare stili di guida, identificare comportamenti a rischio (accelerazioni brusche, frenate improvvise), ottimizzare i consumi di carburante e pianificare la manutenzione in modo predittivo. Questi dati, se usati correttamente, portano a una riduzione dei costi assicurativi, a un minor numero di incidenti e a un allungamento della vita utile dei veicoli. L’obiettivo non è “spiare” il dipendente, ma promuovere una cultura della guida sicura e responsabile.

La chiave per un’implementazione a norma di legge è la trasparenza e il rispetto di procedure specifiche. È indispensabile informare preventivamente e in modo dettagliato i dipendenti sulle finalità della raccolta dati e ottenere un accordo con le rappresentanze sindacali o, in loro assenza, l’autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Trasformare il monitoraggio in un’opportunità di “gamification”, con premi per i guidatori più virtuosi, può inoltre trasformare uno strumento di controllo in un’iniziativa di engagement e welfare aziendale.
Checklist: implementare la telematica nel rispetto del GDPR
- Informativa Dettagliata: Redigere un’informativa chiara per i dipendenti specificando le finalità del trattamento (sicurezza, ottimizzazione), la tipologia di dati raccolti (geolocalizzazione, parametri di guida) e i tempi di conservazione.
- Accordo o Autorizzazione: Ottenere un accordo sindacale (con RSU/RSA) o, in alternativa, l’autorizzazione formale da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro prima di installare i dispositivi.
- Policy Aziendale Chiara: Definire una policy interna che vieti esplicitamente l’uso dei dati per contestazioni disciplinari legate alla produttività (es. numero di consegne) e ne circoscriva l’uso ai soli fini di sicurezza e gestione della flotta.
- Logica di Gamification: Implementare un sistema premiante (buoni carburante, benefit) per i dipendenti che dimostrano uno stile di guida più sicuro ed ecologico, trasformando il controllo in un incentivo positivo.
- Report Aggregati e Anonimi: Utilizzare i dati principalmente in forma aggregata e anonima per le analisi di performance della flotta, accedendo ai dati individuali solo in caso di necessità specifiche (es. incidente, furto).
In conclusione, la telemetria non è una zona grigia, ma uno strumento di management potente se implementato con rigore e trasparenza. Permette un controllo operativo senza precedenti, trasformando dati grezzi in decisioni strategiche che migliorano la sicurezza e l’efficienza dell’intera flotta.
Formazione alla guida sicura per dipendenti: obbligo o opportunità welfare?
Considerare la formazione alla guida sicura un mero obbligo di legge (ex D.Lgs. 81/08) è una visione riduttiva. Per un Fleet Manager strategico, rappresenta un investimento con un ritorno economico (ROI) tangibile e un potente strumento di welfare e employer branding. L’impatto di un guidatore consapevole si riflette direttamente sul TCO del veicolo: meno incidenti significano minori costi per franchigie assicurative, riparazioni e, soprattutto, minori costi indiretti legati al fermo macchina e all’assenza del dipendente.
Una guida più fluida e attenta riduce l’usura di componenti critici come freni e pneumatici e ottimizza i consumi di carburante. Si stima che una guida migliorata del 15% attraverso la formazione impatti direttamente sui costi operativi, generando un risparmio che spesso supera di gran lunga il costo del corso stesso. Offrire questa formazione, inoltre, comunica un’attenzione concreta al benessere e alla sicurezza del dipendente, un fattore sempre più determinante in mercati del lavoro competitivi.
La formazione alla guida sicura è uno strumento di employer branding e vantaggio competitivo nel mercato del lavoro, specialmente in settori ad alto turnover come il food delivery.
– Marco Olcelli, Fleet Manager Fratelli Giacomel
L’investimento in formazione si traduce in un circolo virtuoso: dipendenti più sicuri e responsabili, veicoli più efficienti, costi operativi ridotti e un’immagine aziendale rafforzata. Il calcolo del ROI, come illustrato nella tabella seguente, dimostra in modo inequivocabile la convenienza economica di questa scelta strategica.
La tabella seguente mostra come un investimento iniziale in formazione possa generare un risparmio netto significativo, basandosi su un’analisi di SafeFleet sul ROI della guida sicura.
| Voce | Senza formazione | Con formazione |
|---|---|---|
| Costo formazione 10 dipendenti | €0 | €2.500 |
| Incidenti medi annui | 3 | 1 |
| Costo medio per incidente | €3.000 | €3.000 |
| Giorni assenza dipendenti | 15 | 5 |
| Costo assenze (€150/giorno) | €2.250 | €750 |
| Aumento premio assicurativo | €1.200 | €0 |
| Costo totale annuo | €12.450 | €6.250 |
| Risparmio netto | – | €6.200 |
Pertanto, la domanda non è “se” investire in formazione, ma “come” integrarla al meglio nella strategia aziendale. Si tratta di una leva gestionale che agisce simultaneamente sulla riduzione dei rischi, l’ottimizzazione dei costi e la valorizzazione del capitale umano.
Deducibilità IVA e costi moto: le regole fiscali per i veicoli non strumentali
La gestione fiscale di una flotta di scooter presenta delle complessità che ogni Fleet Manager deve conoscere per evitare errori e ottimizzare il carico fiscale. La distinzione fondamentale riguarda la natura dell’utilizzo del veicolo: è “strumentale per natura” all’attività d’impresa (es. scooter per agenzia di recapito) o è un “fringe benefit” concesso ai dipendenti per uso promiscuo (lavoro e tempo libero)? Per una flotta di 10 scooter destinati ai dipendenti, si ricade quasi sempre nella seconda categoria, con regole di deducibilità e detraibilità specifiche e più restrittive.

Per i veicoli non esclusivamente strumentali, come i motocicli e ciclomotori, la normativa fiscale italiana (art. 164 del TUIR) pone dei limiti precisi. Per quanto riguarda la deducibilità dei costi (sia canoni di noleggio che costi di acquisto e gestione), la percentuale varia in base alla tipologia di utilizzatore e assegnazione. Generalmente, per l’uso promiscuo concesso ai dipendenti, la deducibilità è del 70% dei costi sostenuti, entro un limite massimo annuo del valore del veicolo. È cruciale verificare la normativa vigente, poiché è soggetta a frequenti aggiornamenti.
Ancora più stringente è la disciplina della detraibilità dell’IVA. Per i veicoli a motore non strumentali, l’IVA è generalmente detraibile in misura forfettaria del 40%. Ciò significa che l’azienda può recuperare solo una parte dell’imposta pagata, sia sul canone di noleggio sia sull’acquisto e le spese correlate (carburante, manutenzione). Questa limitazione ha un impatto diretto sul TCO reale del veicolo e deve essere attentamente considerata nel confronto tra noleggio e acquisto.
Mentre il noleggio offre una fattura mensile chiara su cui applicare queste percentuali, l’acquisto richiede una contabilità più frammentata, sommando fatture di acquisto, manutenzione, assicurazione e carburante. La consulenza di un commercialista è imprescindibile per applicare correttamente la normativa, ma è compito del Fleet Manager fornire una stima di costo che tenga già conto di questi vincoli fiscali per una valutazione strategica accurata.
In conclusione, l’analisi fiscale non può essere un’appendice della decisione, ma deve esserne parte integrante fin dall’inizio. Una stima errata della deducibilità dei costi o della detraibilità IVA può invalidare qualsiasi calcolo di convenienza tra noleggio e acquisto.
Quando sostituire i mezzi: calcolo del momento ottimale di rivendita
Per chi sceglie la via dell’acquisto, la sfida più grande non è il costo iniziale, ma la gestione del ciclo di vita del veicolo. Il concetto di svalutazione è noto a tutti, ma pochi manager calcolano scientificamente il Punto di Sostituzione Ottimale: quel momento esatto in cui il costo combinato di svalutazione e manutenzione crescente supera la convenienza di mantenere il veicolo in flotta. Mantenere uno scooter troppo a lungo significa affrontare costi di riparazione che eccedono la sua perdita di valore, trasformandolo in un “asset tossico” per il bilancio.
La curva di svalutazione di uno scooter è ripida nei primi anni. I dati di settore indicano che dopo tre anni uno scooter aziendale perde in media il 60% del suo valore di acquisto. Parallelamente, dopo il secondo o terzo anno, i costi di manutenzione straordinaria iniziano a crescere in modo esponenziale, le garanzie scadono e l’affidabilità diminuisce, aumentando il rischio di fermo macchina. Il punto di sostituzione ottimale si trova all’intersezione di queste due curve: quando il costo annuale di possesso (svalutazione + manutenzione) diventa superiore al costo di avere un veicolo nuovo, tipicamente rappresentato dal canone di noleggio annuale.
Checklist: calcolare il punto di break-even operativo
- Costi di Manutenzione Annui: Calcolare il totale dei costi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sostenuti per il veicolo di proprietà nell’ultimo anno.
- Svalutazione Annua Residua: Stimare la svalutazione per l’anno successivo. La formula è: Valore di mercato attuale – Valore di mercato previsto tra 12 mesi.
- Costo Annuo di Proprietà: Sommare i due valori ottenuti: (Costi di Manutenzione Annui) + (Svalutazione Annua Residua). Questo rappresenta il costo reale per mantenere il veicolo per un altro anno.
- Confronto con il Noleggio: Confrontare il Costo Annuo di Proprietà con il costo totale di un canone di noleggio annuale per un modello nuovo ed equivalente.
- Decisione Strategica: Se il Costo Annuo di Proprietà è superiore al canone di noleggio, è stato raggiunto il momento ottimale per la sostituzione del mezzo. Proseguire con la proprietà genererebbe una perdita di efficienza economica.
Strategia alternativa: il retrofit elettrico
Un’interessante alternativa alla sostituzione è il retrofit. Un’azienda di logistica urbana, invece di sostituire 5 dei suoi 10 scooter termici a fine ciclo, ha optato per un kit di conversione elettrica. Questa scelta ha prolungato la vita operativa dei telai di 3 anni, garantendo l’accesso alle ZTL sempre più restrittive e generando un risparmio di circa 15.000€ rispetto all’acquisto di 5 nuovi scooter elettrici.
Mentre il noleggio a lungo termine elimina completamente questo problema, programmando la sostituzione dei mezzi a intervalli fissi, chi acquista deve dotarsi di strumenti di analisi per non cadere nella trappola di costi operativi fuori controllo.
Scegliere lo scooter per il food delivery: affidabilità o bassi consumi?
Nel settore ad altissima intensità del food delivery, la scelta dello scooter sembra un dilemma tra due fuochi: privilegiare un modello noto per la sua proverbiale affidabilità meccanica o puntare su un veicolo dai consumi eccezionalmente bassi per minimizzare i costi operativi? La risposta strategica, tuttavia, risiede in una terza metrica, spesso trascurata: il Costo Orario del Fermo Macchina. Un’analisi manageriale non può limitarsi al costo per chilometro, ma deve includere il costo dell’inefficienza.
Uno scooter che consuma poco ma richiede ricambi difficili da reperire o interventi di manutenzione complessi può diventare un peso economico enorme. Ogni ora in cui il veicolo è fermo in officina è un’ora di mancate consegne, un potenziale danno d’immagine e un costo fisso (il dipendente) che non genera ricavi. L’affidabilità, quindi, non va misurata solo in termini di assenza di guasti, ma anche di velocità di ripristino in caso di problemi.
Il ‘Costo Orario del Fermo Macchina’ è più cruciale di affidabilità o consumi: uno scooter con ricambi facilmente reperibili è più redditizio di uno economico che rischia fermi prolungati.
– Analisi B-Rent, Report Noleggio Moto 2024
La tabella sottostante confronta alcuni parametri chiave, evidenziando come un modello elettrico, pur avendo un costo per km irrisorio, presenti un’autonomia limitata che richiede una pianificazione logistica dei turni e delle ricariche. Un modello a benzina molto diffuso, come l’Honda SH, offre grande autonomia e una rete di assistenza capillare che minimizza i tempi di fermo.
| Modello | Tipo | Consumo | Autonomia | Tempo fermo medio | Costo km |
|---|---|---|---|---|---|
| Honda SH 125 | Benzina | 45 km/l | 400 km | 1 giorno/mese | €0,08 |
| Elettrico equivalente | Elettrico | 60 km/kWh | 80 km | 0,5 giorni/mese | €0,03 |
| Kymco Agility 125 | Benzina | 40 km/l | 350 km | 1,5 giorni/mese | €0,09 |
In questo contesto, il noleggio a lungo termine offre un vantaggio decisivo: il servizio include quasi sempre un veicolo sostitutivo, azzerando di fatto il costo del fermo macchina e garantendo la continuità operativa, il vero fattore critico di successo nel mondo del delivery.
Efficienza nell’ultimo miglio: perché le due ruote battono i furgoni nei centri storici?
La logistica dell’ultimo miglio nei centri urbani è una sfida complessa, caratterizzata da traffico congestionato, zone a traffico limitato (ZTL) e difficoltà di parcheggio. In questo scenario, il furgone, tradizionale cavallo di battaglia della distribuzione, mostra tutti i suoi limiti, mentre lo scooter emerge come la soluzione strategicamente superiore. L’agilità, la compattezza e la capacità di aggirare il traffico conferiscono alle due ruote un vantaggio competitivo misurabile in termini di efficienza e produttività.
I dati sul campo sono inequivocabili. In un centro storico denso, uno scooter può effettuare 12 consegne/ora contro le 5 di un furgone, più che raddoppiando la produttività oraria di un singolo operatore. Questo non solo accelera il servizio, ma riduce drasticamente il costo del lavoro per singola consegna. Inoltre, l’accesso alle ZTL, spesso precluso o costoso per i veicoli commerciali a quattro ruote, è quasi sempre garantito per gli scooter, in particolare se elettrici. Questo elimina il rischio di multe salate e permette di raggiungere capillarmente ogni indirizzo.
Il vero salto di qualità, tuttavia, si ottiene con modelli logistici ibridi, che combinano la capacità di stoccaggio dei furgoni con l’agilità degli scooter. Questi modelli stanno ridefinendo l’efficienza della city logistics.
Caso di studio: Modello logistico ibrido “Hub & Spoke”
Un operatore logistico ha implementato con successo un sistema “Hub & Spoke” mobile. Un furgone elettrico funge da “magazzino mobile” e viene parcheggiato in una posizione strategica ai margini del centro storico. Da questo hub, tre scooter partono per la distribuzione capillare nel cuore della città. Il risultato è stato una riduzione del 40% dei tempi medi di consegna e il completo azzeramento delle multe per accessi non autorizzati in ZTL, con un risparmio operativo stimato in circa 2.000€ al mese per ogni hub attivato.
Per le aziende che operano in contesti urbani, integrare una flotta di scooter non è quindi solo un’opzione per ridurre i costi, ma una necessità strategica per rimanere competitivi, veloci e capillari nel servizio al cliente finale.
Punti chiave da ricordare
- La decisione Noleggio vs Acquisto non è un calcolo di prezzo, ma una scelta strategica tra prevedibilità finanziaria e gestione del rischio operativo.
- Il Costo Totale di Esercizio (TCO) deve includere i costi nascosti: fermo macchina, gestione amministrativa e oneri fiscali specifici per i veicoli non strumentali.
- La tecnologia (telemetria) e la formazione non sono costi, ma investimenti con un ROI misurabile in termini di sicurezza, efficienza e riduzione delle spese operative.
Scooter elettrico vs 125cc benzina: dopo quanti km si ammortizza il costo d’acquisto maggiore?
L’adozione di una flotta elettrica è una scelta strategica che va oltre la sostenibilità, con implicazioni dirette sul TCO. Lo scooter elettrico presenta un costo d’acquisto iniziale superiore rispetto a un equivalente 125cc a benzina, ma promette costi operativi drasticamente inferiori. La domanda cruciale per il Fleet Manager è: dopo quanti chilometri si raggiunge il punto di pareggio (break-even point) che giustifica l’investimento maggiore? L’analisi deve considerare non solo il carburante, ma anche manutenzione, bollo e assicurazione.

Uno scooter elettrico beneficia di costi di “carburante” (energia elettrica) fino a quattro volte inferiori, dell’esenzione dal bollo per i primi cinque anni in quasi tutte le regioni italiane e di premi assicurativi spesso più bassi. La manutenzione è un altro punto di forza: l’assenza di motore a combustione, olio, filtri e sistemi di scarico riduce drasticamente la frequenza e il costo degli interventi. Sommando tutti questi fattori, il delta di costo iniziale viene progressivamente eroso.
La tabella seguente mostra un calcolo di break-even basato su dati medi di mercato, evidenziando come l’uso intensivo acceleri il ritorno dell’investimento.
| Parametro | Scooter Elettrico | Scooter 125cc Benzina |
|---|---|---|
| Costo acquisto | €4.500 | €3.200 |
| Costo energia/carburante per 100km | €1,50 | €6,00 |
| Manutenzione annua | €200 | €600 |
| Bollo annuo | €0 | €80 |
| Assicurazione annua | €350 | €450 |
| Punto pareggio | 32.000 km (circa 18 mesi di uso intensivo) | |
L’investimento nascosto: l’infrastruttura di ricarica
Un’analisi completa non può ignorare il costo dell’infrastruttura di ricarica. Per una flotta di 10 scooter elettrici, l’investimento una tantum può essere significativo. Un’azienda ha stimato un costo totale di circa 10.000€, comprensivo di 5 wallbox doppie (8.000€), l’adeguamento del contatore elettrico a 15kW (1.500€) e un sistema software per la gestione intelligente delle ricariche (500€/anno). Questo costo, pur essendo ammortizzabile in circa 24 mesi grazie ai risparmi operativi, deve essere inserito nel piano di investimento iniziale.
La scelta di passare a una flotta elettrica è quindi un calcolo che va oltre il semplice TCO del singolo veicolo, richiedendo una pianificazione infrastrutturale. Tuttavia, per flotte ad alta percorrenza, i benefici economici a medio termine, sommati ai vantaggi d’immagine e di accesso alle aree urbane, rendono l’elettrico una scelta sempre più razionale e strategica.